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	<title>Valtellinasapori: Non solo valtellina</title>
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	<description>Oltre l&#039;incantevole vallata alpina</description>
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		<title>In Emilia Romagna alla scoperta della Food Valley</title>
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		<pubDate>Fri, 15 Jun 2012 15:39:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alpinista</dc:creator>
				<category><![CDATA[Itinerari]]></category>
		<category><![CDATA[Food Valley]]></category>
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		<description><![CDATA[Le tradizioni culinarie ed enogastronomiche dell’Emilia Romagna sono fra le più ricche e conosciute di tutta Italia. Per i buongustai questa regione italiana, ed in particolar modo la zona di Parma, rappresenta una destinazione d’eccellenza. Nella cosiddetta “Food Valley” è possibile fare un tuffo tra i prodotti tipici emiliani in un trionfo di profumi e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-100" title="In Emilia Romagna alla scoperta della Food Valley " src="http://www.valtellinasapori.it/wp-content/uploads/2012/06/enogastronomia-in-emilia-romagna-300x200.jpg" alt="Food Valley in Emilia Romagna" width="300" height="200" /><strong>Le tradizioni culinarie ed enogastronomiche dell’Emilia Romagna sono fra le più ricche e conosciute di tutta Italia. Per i buongustai questa regione italiana, ed in particolar modo la zona di Parma, rappresenta una destinazione d’eccellenza. Nella cosiddetta “Food Valley” è possibile fare un tuffo tra i prodotti tipici emiliani in un trionfo di profumi e sapori.</strong><span id="more-98"></span></p>
<h2>Le specialità del parmense</h2>
<p>La provincia di Parma è considerata un po’ il cuore della Food Valley, dal momento che qui si concentrano le produzioni di molte specialità DOP e IGP di assoluta eccellenza.<a href="http://www.prosciuttodiparma.com/" target="_blank"> Prosciutto di Parma DOP</a>, Parmigiano Reggiano DOP, Salame di Felino IGP, Fungo Porcino di Borgotaro IGP, Culatello di Zibello DOP sono prodotti che non hanno bisogno di presentazioni. Queste eccellenze dell’agroalimentare emiliano sono prodotte in diverse zone del territorio, dagli Appennini sino alle sponde del Po, pertanto è possibile compiere itinerari turistici che oltre alla scoperta dei prodotti tipici consentono anche di scoprire le caratteristiche di un territorio molto variegato.</p>
<h2>La Piacenza Food Valley</h2>
<p>Anche la confinante provincia di Piacenza ha molto da offrire al palato con la “sua” Food Valley. Tipici del territorio sono prodotti come la Coppa Piacentina DOP, la Pancetta piacentina DOP e il Salame piacentino DOP, senza dimenticare i ben 18 vini della provincia che possono fregiarsi del riconoscimento della Denominazione di Origine Controllata. Tra di essi, vale la pena ricordare pregiati vini come Ortrugo, Gutturnio, Monterosso Val d’Arda, Vin Santo di Vigoleno, Trebbianino Val Trebbia e Valnure. Anche la zona del piacentino è tutta da scoprire, abbinando alla visita del territorio degustazioni di prodotti tipici presso le numerose aziende presenti sul territorio.</p>
<h2>La Food Valley… on the road</h2>
<p>Nonostante molte agenzie di viaggio propongano tour enogastronomici alla scoperta della Food Valley, la maggior parte delle persone sceglie di visitare in autonomia questa regione. Ecco che dunque un’auto a disposizione risulta indispensabile, e chi ne è sprovvisto (ad esempio perché giunto in Emilia Romagna in treno o aereo) può ricorrere ai servizi di noleggio auto Bologna aeroporto o presso altri scali emiliani. Numerose sono le agenzie che <a href="http://www.autonoleggio-online.it/Italia/autonoleggio-Bologna.aspx" target="_blank">operano nel settore del noleggio auto all&#8217;aeroporto di Bologna</a>, e su internet è possibile documentarsi in anticipo sulle tariffe praticate.</p>
<p>Foto: Comugnero Silvana &#8211; Fotolia</p>
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		<title>I migliori ristoranti di cucina romana</title>
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		<pubDate>Sat, 02 Jun 2012 08:50:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alpinista</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La varietà e il regionalismo dell’Italia sono tratti spiccati del nostro patrimonio culturale presenti in maniera particolare nelle tradizioni culinarie locali. La cucina romana ne offre un esempio distinto: fatta di piatti semplici ma gustosi, le sue origini povere non contraddicono tuttavia l’attenzione alla qualità e autenticità dei sapori che le danno quel tratto tipicamente [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-85" title="I migliori ristoranti di cucina romana" src="http://www.valtellinasapori.it/wp-content/uploads/2012/05/Mangiare-nella-capitale-300x199.jpg" alt="Andare a cena nella capitale italiana" width="300" height="199" /><strong>La varietà e il regionalismo dell’Italia sono tratti spiccati del nostro patrimonio culturale presenti in maniera particolare nelle tradizioni culinarie locali. La cucina romana ne offre un esempio distinto:  fatta di piatti semplici ma gustosi, le sue origini povere non contraddicono tuttavia l’attenzione alla qualità e autenticità dei sapori che le danno quel tratto tipicamente verace.</strong><span id="more-72"></span><br />
</br></p>
<h2>Alcuni consigli</h2>
<p>Per chi volesse gustare piatti originali romaneschi, questi sono alcuni posti in cui la tradizione continua a vivere, seppure in maniere diverse:<br />
Checchino del 1887, situato ai piedi del Monte dei Cocci in zona Testaccio, è l’emblema della cucina popolare romana nata dalla tradizione culinaria del rione Regola intorno al mattatoio dove l’attività dei conciatori e vaccinari contribuì all’ideazione di quelle ricette popolari fatte dalle parti di scarto dei bovini.  Dopo oltre 100 anni di attività, il ristorante è tuttora gestito dai membri della famiglia Mariani, con piatti di tradizione romana per eccellenza come la coda alla vaccinara, i rigatoni con la pajata e la lingua bollita in salsa verde. Esponente della cucina romana di tradizione ebraica è invece il ristorante Piperno, situato nel Ghetto dal 1963. Saprannominato il “Regno dei carciofi alla giudia”, qui si possono inoltre gustare i fritti tipici come i fiori di zucca ripieni di mozzarella e alici, mentre la pasta rigorosamente fresca propone i piatti tradizionali come spaghetti cacio e unto.</p>
<p>Spesso rivisitati in chiave creativa sono invece i piatti del ristorante Agata e Romeo nel cuore del quartiere Esquilino. Lo chef Agata Parisella discende da una tradizione di cucina romana popolare ma nonostante ciò, il posto può essere considerato un punto di riferimento della cucina di alta qualità essendo stato anche premiato dalla <a href="http://www.viamichelin.it/" target="_blank">guida Michelin</a>.<br />
Altro ristorante di alta gamma con particolare attenzione alla cucina tipica laziale e il Convivio-Troiani situato dietro Piazza Navona. L’omaggio alle tradizioni e prodotti locali e nazionali infatti é qui abbinato con il rispetto di ingredienti naturali e la ricerca di sapori puliti ed essenziali con un tocco di fantasia. Il ristorante dà la possibilità di ordinare mezze porzioni per un percorso degustativo completo, oltre a far parte del programma <a title="I migliori ristorani di cucina romana" href="https://www.americanexpress.com/italy/myrestaurant.html">my restaurant di American Express</a> che da diritto a uno sconto del 10%.<br />
Per ritornare ad un’ambientazione più popolare, infine, il ristorante Matricianella regala quell’atmosfera di trattoria tipica confermata  nal menù  del rispetto della tradizione romana del. Anche qui, si potranno degustare fritti tipici: non solo fiori di zucca, mozzarelline e  crocchette di patate ma anche melanzane, peperoni e mele. Infine, la carta dei dessert offre una selezione di specialità tutte romane come il dolce ebraico di ricotta e cioccolato e la zuppa inglese alla romana. Buon appetito!</p>
<p>Foto: HLPhoto &#8211; Fotolia</p>
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		<title>I parchi naturali</title>
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		<pubDate>Fri, 16 Dec 2011 10:48:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alpinista</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La zona della Valtellina è caratterizzata soprattutto da riserve naturali famose e rinomate per le loro caratteristiche originarie e rimaste invariate nel corso della storia. Tuttora è possibile immergersi nella sua Terra per sentire la purezza dei suoi battiti e l&#8217;intensità dei suoi profumi e colori. Alla luce di questo importante fattore, oggi la Valtellina [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-36" title="La Valtellina e le bellezze dei suoi parchi naturali" src="http://www.valtellinasapori.it/wp-content/uploads/2012/02/parco-naturale-300x199.jpg" alt="La natura e la Valtellina" width="300" height="199" /><strong>La zona della Valtellina è caratterizzata soprattutto da riserve naturali famose e rinomate per le loro caratteristiche originarie e rimaste invariate nel corso della storia. Tuttora è possibile immergersi nella sua Terra per sentire la purezza dei suoi battiti e l&#8217;intensità dei suoi profumi e colori. Alla luce di questo importante fattore, oggi la Valtellina è considerata area protetta, ovvero sottoposta alla giurisdizione di protezione da parte degli enti di competenza e territoriali al fine di valorizzarne gli aspetti e migliorarne l&#8217; accessibilità per chiunque voglia farvi visita.</strong><span id="more-35"></span></p>
<h2>Il Parco Nazionale dello Stelvio</h2>
<p>Il Parco Nazionale dello Stelvio è nato nel mese di aprile dei primi anni Trenta e aveva un&#8217; estensione più ridotta rispetto all&#8217; attuale superficie, infatti se in principio si estendeva tra le province di Bolzano, di Sondrio e di Trento, oggi ingloba anche la Valle dei Messi, Val Grande, diversi altri massicci quali quello dei Serottini, del Sobretta e tante altre zone. Oggi il tutto è gestito da un unico consorzio importante: il Consorzio del Parco dello Stelvio che si districa in quattro organi principali operativi. Interessanti sono i tipi di rocce che si trovano nel Parco Nazionale, come ad esempio le filiali, i marmi bianchi, oltre alla presenza di giacimenti di minerali nati da fuoriuscite magmatiche  come il Pizzo del Ferro in Val Fraele. La bellezza di questo bellissimo parco si esprime anche attraverso la presenza di caratteristici ghiacciai: ricordiamo quello dei Forni, quello del Cristallo, delle Cime di Campo, della Miniera e tanti altri ancora. Questa bellissima area protetta è attraversata da tre corsi d&#8217;acqua principali, quali l&#8217; Adda, il Frodolfo e l&#8217; Oglio attorniati da torrenti distribuiti ai loro lati. Non meno caratteristici sono i bellissimi laghi presenti nel Parco, tra i tanti ricordiamo il lago Nero di Trela, quello Bianco del Gavia, il Lago del Confinale, della Manzina ed altri ancora di altrettanta bellezza. Il Parco Nazionale dello Stelvio è anche grande patrimonio culturale grazie al fatto che ogni valle presente conserva importanti testimonianze di architettura storica e rurale. E&#8217; possibile visitare caratteristiche dimore appartenenti a diverse epoche: dalla più antica a quelle di più recente creazione gremite di una flora di rara bellezza e di una fauna alpina protetta, ricca di tassi, scoiattoli, ermellini, camosci e bellissimi cervi.</p>
<h2>Il Parco delle Incisioni Rupestri</h2>
<p>Presso la località di Grosio, possiamo visitare il Parco delle Incisioni Rupestri della Rupe Magna. La Rupe è situata presso il Castello Visconti Venosta;  trattandosi di un masso di grandi dimensioni, gli e’ stato dato il soprannome di “balena”. Sulla superficie di questo masso, sono stati rilevati dei solchi, causati dagli agenti atmosferici. Successivamente, tali solchi, sono stati attribuiti all’età del Bronzo. Nelle vicinanze ci sono varie indicazioni sul vero significato dei solchi. Per poter visitare tali bellezze, è necessario mettersi in contatto con gli uffici del Parco aperti tutti I giorni. All’interno del Parco si possono ammirare anche I reperti archeologici “Antiquarium” e la mostra delle incisioni Rupestri di Grosio.</p>
<p>Foto: Grischa Georgiew &#8211; Fotolia</p>
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		<title>La Cucina Valtellinese</title>
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		<pubDate>Wed, 30 Nov 2011 10:45:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alpinista</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La Cucina valtellinese è famosa in tutto il mondo proprio perché, rispetto ad altre, è basata sull’uso di pochi prodotti e semplici ingredienti. Come ben sappiamo la zona valtellinese, a causa della sua conformazione geografica, ovvero caratterizzata da una superficie montuosa, è economicamente basata maggiormente su attività agricole e pastorali, quindi non ha una tradizione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.valtellinasapori.it/wp-content/uploads/2011/11/Fotolia_22700763_M-300x200.jpg" alt="Cucina valtellinese" title="Cucina valtellinese" width="300" height="200" class="alignleft size-medium wp-image-58" /><strong>La Cucina valtellinese è famosa in tutto il mondo proprio perché, rispetto ad altre, è basata sull’uso di pochi prodotti e semplici ingredienti. Come ben sappiamo la zona valtellinese, a causa della sua conformazione geografica, ovvero caratterizzata da una superficie montuosa, è  economicamente basata maggiormente su attività agricole e pastorali, quindi non ha una tradizione culinaria particolarmente ricca. Si tratta, infatti, di prodotti che avevano la funzione di dare solo ed esclusivamente un importante apporto calorico a chi doveva lavorare duramente nei campi. Oggi abbiamo l’occasione di apprezzarne la bontà e nel contempo di ricordarne il passato e le tradizioni a cui tali specialità sono legate. In questa sede vi proponiamo un piccolo tour gastronomico dandovi anche degli input per la loro preparazione.</strong><span id="more-32"></span></p>
<h2>Alcuni piatti valtellinesi</h2>
<p>Tra le specialità culinarie valtellinesi ricordiamo sicuramente i pizzoccheri, gli sciatt, le crespelle al bitto e la polenta. I pizzoccheri sono delle tagliatelle di grano saraceno condite con burro e formaggio nostrano. La loro preparazione è molto semplice ed il loro impasto è fatto rigorosamente a mano poiché l’utilizzo di macchinari causerebbe la perdita del loro particolare sapore genuino e della loro fragranza. Le crespelle al bitto, invece, sono un esempio di integrazione tra la cucina valtellinese e quella internazionale ma con la particolarità del riuscire a mantenere invariati i suoi ingredienti più importanti. Gli sciatt sono frittelle di grano saraceno di forma irregolare ripieni al cuore di formaggio locale. Tirando le somme, la specialità che si può definire  maggiormente rappresentativa della Valtellina è la famosa polenta valtellinese, da sempre definita il “piatto dei poveri” per la sua bontà e per la sua semplicità. E’ preparata con farine miste e diventa “ in fiur” se si utilizza la panna al posto dell’acqua, mentre si trasforma in “taragna” se si usano in aggiunta burro e formaggio.</p>
<h2>Il percorso Gusto e Vai e la sagra di San Bello</h2>
<p>Il percorso gusta e vai si tiene il cinque febbraio di ogni anno ed è un percorso enogastronomico che si tiene sulla neve con degustazione di prodotti valtellinesi. Esso prevede la percorrenza sia con ciaspole che con sci, il costo dell’iscrizione è di venti euro, la partenza è tra le otto e trenta e le dieci e prevede un tempo di percorrenza di quattro ore circa. I partecipanti devono avere un’attrezzatura propria, le iscrizioni sono aperte fino ad un paio di giorni prima. La manifestazione si tiene comunque anche in caso di maltempo. Altro evento gastronomico è la sagra di San Bello: si tratta di una festa popolare, di origine medievale, che si tiene ogni anno tra il tre e il dodici febbraio per festeggiare San Benigno De’ Medici. Una funzione religiosa e una processione aprono la festa che poi prosegue con concerti e un grande banchetto a base di polli bolliti, c’è poi la possibilità di gustare il tipico menu di San Bello con il classico vino all’interno di diversi stand allestiti per l’ occasione o all’interno di un caratteristico ristorante locale.</p>
<p>Foto: Hemeroskopion &#8211; Fotolia</p>
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		<title>Le strade del vino e dei sapori della Valtellina</title>
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		<pubDate>Tue, 15 Nov 2011 20:06:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alpinista</dc:creator>
				<category><![CDATA[Enogastronomia]]></category>
		<category><![CDATA[Chiavennasca]]></category>
		<category><![CDATA[Nebbiolo]]></category>
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		<description><![CDATA[La Valtellina è nota anche per le particolarità dei suoi sapori e della tipica gastronomia che la contraddistingue grazie soprattutto ai sapori genuini ancorati alla sua vecchia tradizione. Nello specifico, il vino, oggi, è un simbolo importante della Valtellina il quale è riuscito a dare sferzate importanti all’ economia e all’agricoltura locale. La vite riesce [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.valtellinasapori.it/wp-content/uploads/2011/11/Fotolia_20727251_M.jpg" alt="I vini e la loro strada" title="I vini e la loro strada" width="300" height="199" class="alignleft size-medium wp-image-60" /><strong>La Valtellina è nota anche per le particolarità dei suoi sapori e della tipica gastronomia che la contraddistingue grazie soprattutto ai sapori genuini ancorati alla sua vecchia tradizione. Nello specifico, il vino, oggi, è un simbolo importante della Valtellina il quale è riuscito a dare sferzate importanti all’ economia e all’agricoltura locale. La vite riesce a crescere in terreni bellissimi in un clima ideale dove, protetta dai venti freddi e esposta al sole, promette un prodotto di pregiata bellezza e gusto.</strong><span id="more-21"></span></p>
<h2>Le varietà dei vitigni della Valtellina</h2>
<p>In Valtellina esistono diverse tipologie di vitigni e tra tutti spicca di sicuro il Nebbiolo proprio per essere la varietà più coltivata in queste terre coprendo quasi la totalità del terreno coltivato, questa varietà è denominata anche “chiavennasca” e rappresenta la base per la produzione della tipologia Valtellina Superiore. La varietà Pignola invece presenta un gusto nocciolato, la Rossola, ancora, è caratterizzata da un’ acidità particolare ed, infine, la varietà Frugola: chiamata così per gli acini a forma di prugna da cui si ottiene un tipo di vino dalla gradazione alcolica alta. La Valtellina superiore è divisa in quattro tipologie importanti: Sassella, Grumello, Inferno, Valgella e Valtellina. La Sassella matura solo dopo un periodo che va dai tre ai cinque anni portando alla produzione di un tipo di vino talmente gustoso che lo stesso poeta Giosuè Carducci lo cita in una delle sue opere. Grumello ha un colore molto intenso, un rosso che sfiora il rubino con un intenso profumo di mandorla, mentre il tipo Inferno ha caratteristiche ben più decise rispetto agli altri. Il tipo Valgella, invece, si distingue per il suo colore più chiaro e risulta poco diffuso in Italia proprio per il fatto che viene maggiormente esportato in Svizzera. Infine abbiamo il Valtellina che viene prodotto in quantità più ridotte a causa degli elevati costi relativi alla sua produzione, la cui caratteristica è una buona concentrazione alcolica, usato in passato anche per cure mediche.</p>
<h2>La strada del vino valtellinese</h2>
<p>La strada del vino della Valtellina è stata istituita allo scopo di dare la possibilità di gustare e godere delle prelibatezze della zona percorrendo alcune zone alla scoperta dei segreti della produzione del vino e le sue particolarità. I periodi migliori per goderne sono sicuramente la primavera e l’autunno ovvero quando le viti mostrano il loro splendore e quando c’ è la vendemmia: momento in cui i loro grappoli sono ricchi e offrono uno spettacolo senza paragoni. Sono stati formulati itinerari interessanti in un’ area vasta che si estende tra Ardenno e Tirano ed è percorribile, non solo a piedi, ma anche in bicicletta, in moto o in auto. Attraverso questi itinerari, è possibile visitare anche bellissimi borghi e caratteristici luoghi storici. I circuiti legati a questi itinerari sono sei: quello del Maroggia, del Sassella, del Grumello, dell’ Inferno, del Baruffini ed infine quello del Vagella. Tutti i circuiti sono dei veri viaggi alla scoperta della natura e di ciò che essa offre in queste terre incontaminate spesso legate a diverse manifestazioni locali come la “Ciapel d’ Oro” di luglio o quella chiamata “Calici di Stelle” di Sondrio che si tiene nel periodo di agosto.</p>
<p>Foto: volff &#8211; Fotolia</p>
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		<title>Valtellina: escursioni, trekking e mountain bike</title>
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		<pubDate>Wed, 26 Oct 2011 21:17:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alpinista</dc:creator>
				<category><![CDATA[Tempo libero]]></category>
		<category><![CDATA[Mountain bike]]></category>
		<category><![CDATA[Trekking]]></category>
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		<description><![CDATA[La zona della Valtellina, oltre ad offrire il godimento puro della natura e la maestosità dei suoi paesaggi di montagna, rappresenta un luogo dove è possibile dare sfogo alle proprie passioni. I portali turistici della zona propongono sentieri e percorsi sia per gli appassionati dell’ Alpinismo, che per gli amanti della mountain bike. Spesso gli [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-17" title="Valtellina:escursioni, trekking e mountain bike" src="http://www.valtellinasapori.it/wp-content/uploads/2012/02/Trekking-300x199.jpg" alt="I percorsi della Valtellina" width="300" height="199" /><strong>La zona della Valtellina, oltre ad offrire il godimento puro della natura e la maestosità dei suoi paesaggi di montagna, rappresenta un luogo dove è possibile dare sfogo alle proprie passioni. I portali turistici della zona propongono sentieri e percorsi sia per gli appassionati dell’ Alpinismo, che per gli amanti della mountain bike. Spesso gli itinerari turistici proposti conducono ad uno specifico rifugio valtellinese o un bivacco per passare ore tra riposo e ristoro: ad esempio possiamo citare il bivacco Corti, quello Baita del Lago, Pedrinelli, Bellano, Benigni e tantissimi altri ancora.</strong><span id="more-16"></span></p>
<h2>Alcune delle escursioni proposte</h2>
<p>Tra le varie escursioni che il canale turistico della Valtellina propone, non possiamo dimenticare il sentiero denominato “Roma” ovvero la classica escursione concentrata nella parte centrale delle Alpi. Questo percorso di divide in ben cinque giorni di escursione e lascia, a chi lo percorre, il sapore di luoghi incantevoli, quasi come se il tempo non li avesse mai investiti. A tutti gli appassionati, ed interessati al tipo di percorso, vengono elencate alcune avvertenze particolari, per prepararli al viaggio, ed indicato il livello di preparazione all’ Alpinismo previsto che, in questo caso, può anche non essere particolarmente elevato. Attraverso i vari rifugi da raggiungere, il percorso parte il primo giorno da Novate Mezzola in prossimità della Val Chiavenna fino a giungere, il quinto giorno, alla Valmalenco e la sua Chiesa. Altro sentiero, tra i tantissimi proposti, è quello della Valtellina: questo esplora l’area legata alla zona di pianura attraversata dal fiume Adda. Gran parte di questo sentiero è in pieno progettazione e il suo obiettivo principale è quello di valorizzare anche la zona a Valle che rispecchia a pieno le caratteristiche di quella montuosa con altrettante bellezze naturali. Questo è un percorso che costeggia il fiume e lo segue per tutta la piana creando una zona rilassante e ideale per lo jogging e gli appassionati della bicicletta.</p>
<h2>Percorrere la Valtellina in Mountain Bike</h2>
<p>I sentieri della Valtellina, oltre ad offrire passeggiate indimenticabili, regala percorsi straordinari da ammirare anche in sella alla propria mountain bike. I percorsi dedicati al mondo del ciclismo sono tanti e consentono di percorrere luoghi proprio come la natura li offre ai nostri occhi. Una delle proposte per mountain bike è l’anello Piaggio – Erdona che si dirama nelle Orobie Occidentali nella zona bassa della Valtellina. Il luogo sia di partenza che di arrivo, di questo anello, è Piagno, dove, dopo aver  lasciato la propria auto in un apposito parcheggio, è possibile iniziare a salire da quota di circa duecentoventicinque. Questo sentiero porta alla splendida località Lago di Dossa: una bellissima distesa a conca piena di prati e da dove è possibile ammirare in varie direzioni la Costiera dei Cech, il monte Disgrazia ed infine parte dell’area della bassa Valtellina occupata da paesi quali Morbegno, Talamona, Cosio e Regoledo. Oltre a questo anello – percorso, ce ne sono altri non meno interessanti, tra cui ricordiamo quello Tartano &#8211; Fabiolo, quello Alfaedo, di Faedo, il Rasura -Sacco, l’ Arigna Bike e tantissimi altri ancora.</p>
<p>Foto: Grischa Georgiew &#8211; Fotolia</p>
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		<title>La Valtellina e le sue bellezze</title>
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		<pubDate>Wed, 05 Oct 2011 13:14:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alpinista</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Bormio]]></category>
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		<description><![CDATA[Le caratteristiche inconfondibili del territorio della Valtellina portano spesso turisti e visitatori a perdersi nei suoi magnifici paesaggi alpini e ad abbandonarsi al respiro dei semplici sapori e profumi della montagna. Oggi la Valtellina si presenta come un mondo protetto ed incontaminato dove una splendida natura padroneggia tra le sue splendide riserve. Uno dei mezzi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-11" title="La Valtellina e le sue bellezze" src="http://www.valtellinasapori.it/wp-content/uploads/2012/02/Escursione-300x200.jpg" alt="Panorami della Valtellina" width="300" height="200" /><strong>Le caratteristiche inconfondibili del territorio della Valtellina portano spesso turisti e visitatori a perdersi nei suoi magnifici paesaggi alpini e ad abbandonarsi al respiro dei semplici sapori e profumi della montagna. Oggi la Valtellina si presenta come un mondo protetto ed incontaminato dove una splendida natura padroneggia tra le sue splendide riserve. Uno dei mezzi di cui un visitatore può usufruire è il trenino rosso della Bernina grazie al quale è possibile godere di scenari unici e mozzafiato, infatti raggiunge oltre i duemiladuecento metri di altezza scendendo fino a St Moritz. Il tour offerto dal trenino, dotato di ogni comfort, ti permette di assaporare il profumo particolare dei boschi della zona nonché di godere del sole che irradia queste splendide montagne.</strong><span id="more-10"></span></p>
<h2>Chiavenna, Morbegno e Tirano</h2>
<p>Chiavenna è il centro più importante della omonima valle che, con la  Valtellina, va a formare  quasi totalmente la provincia di Sondrio. E’ ubicata tra due valli importanti: Val San Giacomo e Val Bregaglia ed è tutta circondata dalle maestose catene alpine. Molto caratteristico è il lago qui presente grazie al quale la temperatura si presenta mite: effetto favorito anche dalla presenza montuosa che la ripara dai venti freddi. Di altrettanta bellezza è Morbegno che rappresenta il centro più importante della parte bassa della Valtellina. La cittadina, composta da ben undicimila abitanti, si presenta come l’unica che si estende da una catena montuosa all’ altra ovvero dalle Alpi Retiche a quelle Orobie. Morbegno è di sicuro uno centri più attivi della zona sia economicamente che culturalmente, grazie alla rapida crescita industriale che l’ ha caratterizzata nel corso della storia, basata soprattutto sulle filande e sulla lavorazione del ferro e del rame. Tirano, invece, gioca un ruolo fondamentale nella storia della zona valtellinese in quanto è sempre stata luogo di incrocio di genti di diverse etnie e origini sorgendo, tra l’altro, sulla valle del Poschiavo, molto vicina al confine con la Svizzera. Rappresenta anche un centro religioso importante che ogni anno accoglie tantissimi fedeli diretti a far visita al Santuario della Madonna, ivi ubicato.</p>
<h2>Alcune località turistiche affascinanti della Valtellina</h2>
<p>Tra le varie località molto frequentate da turisti e sciatori emerge Aprica: una bellissima stazione turistica estesa su una particolare conca verde, circondata da numerosi boschi ed estremamente luminosa come si evince del nome stesso. Oggi si presenta come una cittadina moderna in grado di offrire servizi turistici di alto livello ideali per una vacanza all’ insegna di relax e benessere. Altra località di rilievo è quella di Bormio che, grazie alla sua strategica posizione geografica, come ci racconta la storia, godette di alti privilegi della Contea. Ciò che l’ha resa famosa sono le sue celebri sorgenti termali che già in epoca romana attirava l’ aristocrazia del tempo ed oggi ha favorito la creazione di molteplici infrastrutture per consentire ai turisti di goderne a pieno i benefici. Per gli appassionati di sci, infine, non si può evitare di menzionare Valmalenco grazie alle sue bellissime vette che superano anche i quattromila metri di altezza.</p>
<p>Foto: falkjohann &#8211; Fotolia</p>
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		<title>La Valtellina</title>
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		<pubDate>Fri, 16 Sep 2011 08:29:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alpinista</dc:creator>
				<category><![CDATA[Storia e Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Alpinismo]]></category>
		<category><![CDATA[Artigianato]]></category>
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		<description><![CDATA[La Valtellina, zona geografica alpina situata in Lombardia e che costituisce la provincia della città di Sondrio, oggi è considerata in lista per far parte del carnet dei patrimoni culturali dell’ umanità dell’ Unesco. L’origine del suo nome è legato sicuramente a Teglio: un antico centro abitato nella zona centrale della vallata che deriva dal [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.valtellinasapori.it/wp-content/uploads/2011/09/Fotolia_30677245_M-300x199.jpg" alt="Vino bianco e Valtellina" title="Vino bianco e Valtellina" width="300" height="199" class="alignleft size-medium wp-image-64" /><strong>La Valtellina, zona geografica alpina situata in Lombardia e che costituisce la provincia della città di Sondrio, oggi è considerata in lista per far parte del carnet dei patrimoni culturali dell’ umanità dell’ Unesco. L’origine del suo nome è legato sicuramente a Teglio: un antico centro abitato nella zona centrale della vallata che deriva dal latino “Tellius”: da qui’ deriva la dicitura “Vallis Tellina” e quindi Valtellina, anche se molti storici legano l’origine del nome invece alla definizione “Valle dei Tirreni”: quale antico rifugio etrusco. Nel corso della storia, restano nella memoria, tra i tanti, alcuni avvenimenti naturali, quali alcune catastrofi, che sconvolsero queste terre portandole a notevoli mutamenti in quanto causarono diversi morti e molti danni nella stessa valle. Un esempio può essere la frana del 1987 che seppellì completamente Sant’ Antonio Morignone: frazione di Valdisotto.</strong><span id="more-4"></span></p>
<h2>La Valtellina dei giorni d’oggi</h2>
<p>Oggi la Valtellina è legata ad un’ economia in diversi settori, tra cui non può mancare quello legato all’ artigianato dove resta radicata la tradizione del passato legata agli spazzacamini e arrotini. Oggi raccoglie successi la produzione del “pezzotto” ovvero un tappeto creato con gli scarti di parti di tessuto, tenuti insieme con fili di canapa. Attualmente la Valtellina è molto legata anche a sapori tipici e alla produzione di vino locale, famoso e rinomato in tutta Italia e all’ estero. Altra fonte di ricchezza è di sicuro legata al turismo che attira numerosi alpinisti nonché escursionisti che trovano tantissime opportunità di svago. La zona della Valtellina ospita importanti e frequentate stazioni sciistiche, tra cui ricordiamo sicuramente Aprica, Bormio, Chiesa di Valamalenco e Caspoggio. Altra stazione sciistica grande ed importante è Livigno, mentre Prato  Valentino e Pescegallo offrono contesti un pochino più familiari proprio perché di struttura più piccola. Un’altra fonte di attrattiva turistica è legata non solo alle fonti termali: vere e proprie sorgenti di acqua calda come quella dei Bagni di Masino e quelli di Bormio, ma anche al fatto che la Valtellina accoglie sia il Parco Regionale delle Alpi Orobie, che parte del Parco Nazionale dello Stelvio.</p>
<h2>Venerazione al Beato Gennaro della Valtellina</h2>
<p>Interessante e radicata nel popolo valtellinese è la venerazione per Gennaro della Valtellina: un beato ovvero eremita italiano che ha vissuto tutta la vita in penitenza a Bioggio: luogo per lui di grande contemplazione che oggi è una frazione di Traona; passò i suoi ultimi giorni di vita  nella diocesi di Como e morì nel 1450 con dietro una grande fama di Santo. Oggi il suo corpo è vero e proprio oggetto di venerazione da parte del popolo locale, infatti e conservato nella Chiesa dell’ Eremo di San Giovanni in una belle ed elegante urna di legno con ornamenti dorati. Le tradizioni popolari lo chiamano Santo Vecchio e viene invocato soprattutto nei periodi difficili legati alla siccità. Un quadro molto bello e rappresentativo di Gennaro della Valtellina è possibile ammirarlo nella Parrocchia di Mello dove spicca suprema l’ aureola collocata sul suo capo. Ogni anno una grande festa viene celebrata, in suo onore, in Valtellina il giorno 19 settembre.</p>
<p>Foto: diavoletto &#8211; Fotolia</p>
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